Achille Lauro, il Presidente e “Comandante” di Napoli nel post sui numeri 1 di Diretta-Napoli

Bentrovati su Diretta-Napoli, il sito dedicato a tutte le ultime news sul calcio Napoli. Per il post odierno vogliamo tornare a parlarvi di Numeri 1 azzurri, coloro cioè che hanno fatto la storia della SSC Napoli a partire dalla sua fondazione nel 1926.

Oggi infatti parliamo di presidenti del Napoli: dopo avervi illustrato la presidenza Ferlaino e parlatovi del primo presidente del Napoli, Giorgio Ascarelli, vogliamo discutere di Achille Lauro. Infatti Lauro è stato presidente della società dal 1936 al 1969, quando poi è sostituito dal già citato Ferlaino. Lauro può essere definito infatti come uno dei presidenti più longevi della storia del Napoli.

Tra colpi di mercato incredibili, promesse e alcune delusioni, Achille Lauro ha comunque fatto tanto per la società azzurra: si deve a lui ad esempio la costruzione dello stadio San Paolo, oppure l’acquisto di calciatori illustri che hanno fatto la storia, come Vinicio, Pesaola, Jeppson, Bugatti, Amadei e tanti altri. E’ inoltre di Lauro il primo successo sportivo del Napoli: la coppa Italia del 1962 (unica squadra di serie B nella storia del calcio italiano ad aggiudicarsi il trofeo).

coppa italia 1962

Achille Lauro: gli inizi

Achille Lauro nasce a Piano di Sorrento il 16 giugno del 1887, come quinto figlio dell’armatore Gioacchino Lauro.

Dopo aver terminato gli studi presso l’Istituto Tecnico-Nautico “Nino Bixio”, diviene armatore e fonda la Flotta Lauro, una delle più potenti flotte italiane di tutti i tempi e tra le più importanti aziende del Meridione, nonché vero e proprio impero finanziario caratterizzato dalla compartecipazione alle sue attività da parte dei suoi dipendenti.

Nella sua vita, oltre il lavoro e la passione per il calcio, vi è la politica. Iscritto al partito fascista nel 1933, è nominato consigliere nazionale della Camera dei Fasci e delle Corporazioni nel 1938. E’ in questo periodo che diviene presidente del Napoli, sostituendo Giorgio Ascarelli, che muore giovane in quel periodo (più specificatamente nel 1930): siamo nel 1936.

Durante la Seconda Guerra Mondiale però è arrestato dagli alleati e rinchiuso in carcere fino al settembre del 1945, quando è scarcerato dalla Corte d’Appello di Napoli.

Sindaco e Presidente del Napoli: l’ascesa di Achille Lauro

Nel Secondo Dopo Guerra, avviene l’ascesa di Achille Lauro come politico e presidente della squadra di calcio del Napoli.

Sono anni di ricostruzione per la città dopo la guerra, e Achille Lauro è uno degli uomini più potenti della città, ma non solo.

Infatti la sua popolarità nel mondo della politica e dell’imprenditoria italiana gli conferiscono il soprannome di “Comandante”. Sindaco per due mandati della città di Napoli e promotore di un partito politico che riuscirà a entrare in Parlamento, Achille Lauro da presidente del Napoli rilancia il movimento calcistico cittadino. Comprendendo l’importanza del calcio come cassa di risonanza per le sue attività politiche, Achille Lauro si impegna a costruire una squadra competitiva per la serie A.

In quegli anni si giocava all’odierno Collana, lo stadio del Vomero, che era molto piccolo di capienza e aveva problemi strutturali importanti. Infatti nel 1946 dopo il gol di Lushta in un Napoli-Bari, crolla la tribuna provocando ben 114 feriti.

Achille Lauro così si divide tra sport e politica cittadina, e per far contenti i tifosi azzurri comincia ad effettuare alcuni acquisti clamorosi: ad esempio acquista per la cifra record per l’epoca di 105 milioni di lire Hasse Jeppson dall’Atalanta, cannoniere svedese costato quanto l’intero bilancio del Banco di Napoli, che dà vita ad un’epopea di acquisti esosi da parte del presidente. L’obiettivo era lo scudetto e per raggiungerlo vengono acquistati anche Vitali, il portiere Bugatti, Amadei, e successivamente Pesaola e Vinicio, quest’ultimo detto “‘O Lion”

Molto curioso l’atteggiamento dei tifosi azzurri nei confronti di Jeppson, che quando cade fa esclamare a tutto lo stadio:

“E’ caduto ‘o Banco e Napule”!

Nonostante gli acquisti onerosi, purtroppo il Napoli non va oltre il quarto posto nella stagione 1952-53 e il quinto del 1953-54. Sono comunque anni ricordati con simpatia e affetto da tutti i tifosi del Napoli più maturi.

hasse jeppson napoli

I momenti più belli della presidenza Lauro: la doppia vittoria contro la Juventus e la coppa Italia del 1962

I momenti più belli ed esaltanti della presidenza Lauro sono senz’altro quelli della doppia vittoria contro la Juventus di Charles, Sivori e Boniperti avvenuta nella stagione 1957-58, che vede gli azzurri arrivare quarti in campionato, dietro solamente alla Juventus campione d’Italia, la Fiorentina e il Padova.

Quella squadra è capace di affondare per ben due volte la Vecchia Signora, sconfiggendola a Torino per 3-1 e al Collana per 4-3 in una gara che diverrà storica, e che dà vita a invasioni festose di campo, quasi come aver vinto uno scudetto.

Quella squadra arriva ad avere il secondo miglior attacco del campionato con Vinicio in stato di grazia e Pesaola come centrocampista dai piedi buoni. Infatti quella stagione è ricordata per le tante vittorie, anche rotonde (come il 6-0 al Verona) ma allo stesso tempo per le sconfitte clamorose in egual modo, come lo 0-7 patito contro l’Udinese.

Di seguito la vittoria di Torino contro la Juventus:

In quella gara del 1957 Vinicio, Novelli e Di Giacomo mettono KO gli juventini in casa propria. Ma al ritorno la gara diventa addirittura epica, con il risultato finale di 4-3 per gli azzurri che danno vita ad una partita dai continui ribaltamenti di fronte, che portano i tifosi azzurri addirittura ad assistere agli ultimi istanti del match a bordo campo.

Ecco a voi la gara di ritorno al Collana:

Purtroppo qualche anno dopo il Napoli non riesce a mantenere la massima serie e retrocede in serie B: siamo nella stagione 1960-61, quando la presidenza Lauro comincia a barcollare.

Nel frattempo però da presidente del Napoli, nonchè sindaco della città partenopea, Lauro ha il merito di costruire finalmente uno stadio dalla capienza consona per il pubblico napoletano: stiamo parlando dello Stadio San Paolo (prima chiamato Stadio Del Sole), che viene inaugurato nel 1959 nel quartiere Fuorigrotta, in un Napoli-Juventus, che termina con la vittoria degli azzurri per 2-1.

Ma nonostante la serie B il Napoli riesce a concretizzare la vittoria, prima e unica squadra cadetta ad esserci riuscita nella storia del calcio italiano, della coppa Italia, battendo a Roma la SPAL nel 1962, festeggiando così trofeo e promozione in serie A. E’ il primo trofeo della storia del Napoli e che insieme alla coppa delle Alpi del 1966, rimangono gli unici trofei vinti dalla presidenza Lauro con il Napoli.

Gli ultimi anni della Presidenza Lauro

Dopo la vittoria della coppa Italia del 1962, il Napoli retrocede nuovamente in una gara divenuta tragica al San Paolo contro il Modena, terminata 0-2. Da quel momento per il Napoli ben due stagioni in cadetteria e nonostante Lauro sia comunque ufficialmente ancora al comando del Napoli, lascia le redini della società al giovane Roberto Fiore, che trasforma il Napoli in una S.p.a. e dal 1964 al 1966 restituisce onore alla società acquistando Sivori e Altafini, totalizzando ben 69.000 abbonati.

Dal 1969 Lauro lascia a Ferlaino, che acquista le azioni dalla vedova Corcione e diviene azionista di maggioranza della società azzurra, dando vita ad una nuova era per il calcio cittadino.

Cané_Altafini_Sivori_1965

Conclusioni

Nonostante abbia vinto ufficialmente solamente una coppa Italia nel 1962, si deve riconoscere merito ad Achille Lauro di aver rilanciato con successo il calcio a Napoli e aver costruito ciò che rimane ancora oggi la casa della squadra, quel San Paolo, intitolato in precedenza Stadio Del Sole, che è divenuto negli anni il luogo di aggregazione preferito dagli sportivi azzurri.

 

Alla prossima con l’appuntamento dedicato ai numeri 1 di Diretta-Napoli!

Comments

comments

Pin It on Pinterest