Canè: biografia del brasiliano acquistato da Lauro nel post a cura di Diretta-Napoli

Bentrovati nel nostro angolo dedicato ai numeri 1 in maglia azzurra! In questo post vi parleremo di Jarbas Faustino, in arte Canè, che fu uno dei brasiliani più amati dai napoletani, vera bandiera della squadra azzurra, a cavallo tra gli anni ’60 e ’70.

Per lui i tifosi azzurri avevano coniato il seguente coro da stadio:

Didì, Vavà e Pelè, sit a ua**** e’ Canè

Con oltre 200 presenze e 56 gol, Canè è uno dei calciatori del Napoli più presenti nella storia della società azzurra.

Faustino Jarbas, detto Canè: la vita del calciatore brasiliano

Jarbas Faustino, ovvero Canè nasce a Rio de Janeiro il 21 settembre 1939 ed è stato calciatore, nonché allenatore.

Figlio di una famiglia agiata ma col padre che voleva che lavorasse in officina, Canè a soli 14 anni si rivela al mondo del calcio come uno dei talenti dell’epoca, tanto da debuttare giovanissimo all’Olaria, disputando le sue prime 8 gare e siglando i primi gol (tre in totale) da professionista.

Grande tecnica, dotato di un tiro secco, forte e preciso oltre che un gran dribbling, da calciatore era un centrocampista offensivo, che poteva agire anche in attacco.

Negli anni ha formato uno dei trio offensivi più forti di tutti i tempi con la maglia del Napoli: Sivori-Altafini-Canè, un trio che univa classe, potenza, tecnica, il quale rappresentava il fiore all’occhiello della rosa messa a disposizione dei tifosi dell’allora presidente Fiore.

SSC Napoli 1965

Canè-Altafini-Sivori

Canè Napoli: dieci stagioni in maglia azzurra

Canè arriva ad Agerola nell’estate del 1962 all’età di 23 anni, dal club brasiliano dell’Olaria per 30mila dollari dell’epoca, presentandosi al presidente Lauro che gli offre per lui un contratto biennale da sei milioni. Il presidente azzurro non comunica all’allenatore il suo acquisto. Molte sono le leggende legate all’acquisto di Canè al Napoli, alcune delle quali vogliono che questo viene effettuato dopo che Lauro vide una foto del calciatore e decise di portarlo a Napoli. Leggenda smentita poi dallo stesso calciatore. Appena comincia a giocare all’ombra del Vesuvio, diviene da subito l’idolo del pubblico napoletano.

Mister Pesaola lo sposta da centravanti, ruolo originario, ad ala sulla corsia di destra.

Nel 1969, Ferlaino lo cede al Bari a tradimento a soli 30 anni, per poi pentirsi e riacquistarlo dopo tre stagioni con i galletti.

In totale il calciatore gioca dieci stagioni nel Napoli, disputando 257 gare condite da 56 reti. 

Nella prima stagione 1962/63, il brasiliano parte dalla panchina con Pesaola al timone ma il Napoli retrocede in B con un sedicesimo posto a 27 punti, con la peggiore difesa del torneo. 

Nella stagione 1963/64, quella della B, Canè sigla 8 marcature con il Napoli che chiude all’ottavo posto con 39 punti.

Nel campionato 1964/65, il brasiliano trascina il Napoli in A con ben 12 marcature e con il club azzurro che si piazza secondo con 48 punti, solo dietro al Brescia che chiude a 49. Indimenticabile la tripletta di Canè, nel 5-0 finale contro il Monza del 20 settembre 1964. Poi due doppiette: quella casalinga contro il Brescia del 30 maggio 1965 (finale 4-0), e quella di Parma del 20 giugno 1965 (finale 1-3).

Nel ritorno in massima serie con il campionato 1965/66, Canè è affiancato da Altafini e Sivori, in un tridente micidiale.

Faustino sigla 12 sigilli e il Napoli chiude terzo dietro Bologna ed Inter. Il 5 settembre 1965, nel 4-2 sulla Spal, Canè realizza una doppietta, mentre sette giorni dopo, si ripete col Catania nel 3-0 finale.

Il 23 gennaio 1966, un’altra doppietta nel 1-2 esterno di Ferrara sulla Spal. Il 13 marzo 1966, il giocatore è decisivo contro la Roma (finale 1-0).

Nel 1966/67, il rendimento personale di Canè cala a 7 gol totali: il Napoli arriva quarto con 43 punti, alle spalle di Bologna, Inter e Juventus campione.

Due doppiette ravvicinate: quella del 26 febbraio 1967 nel 3-0 casalingo sull’Atalanta e quello sempre casalingo del 5 marzo 1967 nel 4-0 sul Venezia.

canè

La stagione 1967/68 è quella dello storico secondo posto con 37 punti, solo alle spalle del Milan campione e con l’attaccante che ne sigla 4 gol finali: il rendimento peggiore da quando veste i colori azzurri. L’8 ottobre 1967 Napoli-Milan 1-1 con rete di Faustino, un’altra rete nella “manita” degli azzurri sul Varese (5-0) del 16 aprile 1968. Di lì, una rete nella trasferta piemontese col Torino (1-2 Canè ne sigla uno) del 28 aprile 1968. L’1-2 di Milano del 5 maggio 1968 sull’Internazionale, Canè va ancora a segno.

Nel campionato 1968/69, Canè è capocannoniere  della squadra con sole 6 reti: il Napoli chiude una stagione altalenante con un settimo posto a 32 punti. Da ricordare, la doppietta di Canè del 9 febbraio 1969 sul 3-1 finale casalingo del Napoli sull’Internazionale. 

Dopo l’intermezzo pugliese, il brasialiano ritorna all’ombra del Vesuvio per altre tre stagioni. Nella prima (1972/73), Canè gioca poco e non va a segno: gli azzurri chiudono al nono posto con 28 punti.

Nel 1973/74 il tecnico è Vinicio: Canè ne fa 7 a fine campionato, podio per gli azzurri con un terzo posto a 36 punti, dietro Juventus e Lazio campione. Il 14 ottobre 1973, nel 2-0 casalingo sulla Juventus, c’è anche la firma di Canè, uno dei migliori calciatori azzurri a fine stagione.

Nella stagione 1974/75, l’ultima di Canè che è riserva, il Napoli chiude ottimamente al secondo posto con 41 punti, a sole due lunghezze dalla Juventus campione in un campionato che vede gli azzurri ad un passo dal titolo.

Canè al Bari

Per tre stagioni (dal 1969 al 1972), Canè veste la casacca del Bari con 66 presenze ed appena 6 realizzazioni. Con la squadra pugliese disputa in totale tre stagioni, di cui due in serie B e solo una nella massima serie. Al termine della stagione 1972, Ferlaino decide di riprenderlo nel Napoli, riacquistandolo dalla società pugliese. 

Canè come allenatore

Da allenatore, Canè ha seguito le giovanili del Napoli, successivamente le squadre di Frattese, Afragolese, Turris, Juve Stabia, Sorrento, Ischia ed Avezzano. Significativa l’esperienza sulla panchina del Napoli nella stagione 1994-95 al fianco di Vujadin Boškov, che per problemi burocratici (non aveva l’abilitazione) non poteva sedere ufficialmente sulla panchina azzurra. In quella stagione la squadra conclude il campionato al 7° posto con 51 punti, a solo 1 lunghezza dall’Inter che si qualifica alla Coppa UEFA.

 

Si conclude qui il post dedicato a Canè nell’odierno appuntamento dedicato ai numeri 1 in maglia azzurra. Alla prossima da Diretta-Napoli!

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