Lorenzo Insigne, biografia del calciatore napoletano famoso per il tiro a giro, nel post a cura di Diretta Napoli

Capitano del Napoli, simbolo – nel bene e nel male – di cosa vuol dire essere nato alle pendici del Vesuvio e giocare con la maglia della squadra della propria città. Lorenzo Insigne è stato, forse, il giocatore più discusso degli azzurri dal 2013 al 2022. Croce e delizia dei tifosi partenopei. Un giocatore che, comunque, ha fatto la storia nel Napoli, passando per diversi allenatori.

Con l’addio alla maglia azzurra non potevano che rendergli omaggio con un post a lui dedicato, per la nostra categoria sui Numeri 1 in maglia azzurra. Bentornati sul nostro portale!

Il ‘tiraggiro’ di Lorenzo Insigne

Lorenzo Insigne nasce a Napoli il 4 giugno 1991, è un destro naturale che gioca a sinistra. Particolare non da poco visto che anche grazie a lui è entrato ufficialmente nella Treccani il termine ‘tiraggiro’ nel 2021: si tratta di un tiro che, appunto, complice l’effetto, disegna un semicerchio. Nella migliore delle ipotesi va a finire sul ‘sette’ opposto.

I primi passi di Lorenzo Insigne al Napoli

Nel 2006 Lorenzo Insigne comincia a indossare la maglia del Napoli, ovviamente quella delle giovanili. E’ acquistato dagli azzurri per soli 1500 euro dall’Olimpia Sant’Arpino grazie a una intuizione di Giuseppe Santoro, responsabile giovanile in quel periodo.

Le qualità di Insigne si notano subito, tanto che nel 2008 entra nella squadra Primavera e nella stagione 2009/10 segna ben 15 reti. E’ Walter Mazzarri, però, a far esordire Insigne il 24 gennaio 2010 quando, durante un Livorno-Napoli, prima gara del girone di ritorno, entra in campo al posto del tanque Germán Denis.

Nonostante abbia la stoffa, Insigne ha bisogno di giocare e nella stessa stagione viene spedito in prestito in Lega Pro Prima Divisione alla Cavese, che lo fa scendere in campo dieci volte. Dieci presenze senza però timbrare il cartellino.

Lorenzo Insigne al Foggia

De Laurentiis crede in lui e lo spedisce dal miglior tecnico per un giovane: Zdeněk Zeman. Il boemo si innamora calcisticamente subito di lui e lo mette al centro del progetto a Foggia nella stagione 2010/11.

Insigne non lo delude e segna ben 19 reti in 33 partite, escludendo le 7 nella Coppa Italia Lega Pro. Al di là dei goal, però, sono le prestazioni a far capire che il Napoli ci ha visto lungo qualche anno prima.

Lorenzo Insigne al Pescara

Insigne stima Zeman e Zeman stima Insigne. Così l’ex tecnico del Foggia, appena approdato al Pescara, vuole di nuovo l’esterno per metterlo al centro del progetto in Abruzzo. Sia il Napoli che lo stesso Insigne approvano e, quindi, per ‘Lorenzo il Magnifico’ c’è il salto di categoria in serie B. Insieme a Ciro Immobile costituisce una coppia di tutto rispetto e il Pescara regala spettacolo, con Verratti in regia.

Per Insigne sono 18 reti e 14 assist. Insieme a Marco Verratti e Ciro Immobile viene nominato miglior giocatore della serie B. Lorenzo Insigne è pronto per la serie A ed è pronto per prendersi il Napoli. Anche senza Zeman, a cui in più di una occasione dichiarerà la sua riconoscenza.

Lorenzo Insigne al Napoli

Adesso Lorenzo Insigne deve dimostrare di meritare il Napoli. Siamo nella stagione 2012-13 e, piccola curiosità, il 13 gennaio del 2013 gioca insieme al fratello Roberto.

Due fratelli in campo: una coincidenza, per il Napoli, che non si verificava dal lontano 16 maggio del 1937.

Al di là di questo episodio, però, la prima stagione non è stata proprio brillantissima, complice anche la presenza di Goran Pandev che gli chiude lo spazio tra i titolarissimi. Gioca comunque 37 gare e firma 5 reti totali. Il primo gol in A lo firma in una gara contro il Parma, dopo essere subentrato al Matador Cavani.

Lorenzo Insigne con Rafa Benitez

Nella stagione successiva, non c’è più Mazzarri ma Rafa Benitez che lo schiera titolare. All’esordio nella UEFA Champions League contro il Borussia Dortmund segna su punizione e il 13 aprile 2014 indossa, per la prima volta, la fascia di capitano durante la partita contro la Lazio.

Si cominciano a intravedere anche le sue qualità nel difendere quando la squadra è in difficoltà anche se questo, poi, lo penalizza in zona goal: il bottino è di 9 goal in 51 partite totali. Gli azzurri e Insigne vincono la coppa Italia, in finale contro la Fiorentina per 3-1. Primo trofeo in carriera per Lorenzo.

Nella stagione 2014/15 il 9 novembre 2014 subisce la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro. Riesce a rientrare in campo solo dopo 5 mesi, il 4 aprile 2015, nella sconfitta contro la Roma per 1 a 0. In quella stagione gli azzurri vincono la Supercoppa italiana contro la Juventus ai rigori.

Lorenzo Insigne con Maurizio Sarri

Altro cambio di allenatore per gli azzurri: c’è Maurizio Sarri dopo due anni di Benitez, il quale dà vita a un triennio che vede il Napoli a un soffio dallo scudetto in un paio di occasioni. Nella sfida contro la Juventus, il 16 settembre 2015 raggiunge le 100 presenze e, in totale, segna 12 gol in campionato.

Dalla stagione successiva, grazie alla presenza di Mertens, si migliora ulteriormente e segna 18 reti in campionato. Da segnalare anche la rete in Champions League contro il Real Madrid al Bernabeu

Nella stagione 2017/18, segna poco – solo 8 goal in campionato – ma sono tanti gli assist per i compagni. In particolare a Callejon. E comunque, il suo apporto è importante per arrivare al record di 91 punti in serie A. Non sufficienti, però, per vincere lo Scudetto, che andrà alla Juventus nonostante la vittoria a Torino per 1-0, grazie al gol di Koulibaly.

Lorenzo Insigne con Carlo Ancelotti e Gennaro Gattuso

Dopo Sarri c’è Ancelotti. Nella stagione e mezzo in cui c’è l’ex tecnico del Milan, si verifica il famoso ammutinamento del 5 novembre 2019, su cui ancora non è stata fatta chiarezza.

In ogni caso, però, sul campo Insigne va in doppia cifra in campionato nella stagione 2018/19 e l’anno successivo, a dire il vero, è più decisivo in Coppa Italia che in campionato. 

Nel frattempo, al timone della squadra c’è Gattuso, con cui il Napoli vince la Coppa Italia. Nella stagione 2020-21, fa il suo record di gol in campionato: 19 reti in 35 partite. Più di un goal ogni due partite. Contro la Juventus, il 13 febbraio, segna anche il 100esimo goal con la maglia del Napoli.

Non riesce, però, a portare i suoi a vincere contro il Verona all’ultima giornata di campionato: finisce 1 a 1 e gli azzurri sono fuori dalla qualificazione in Champions League.

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Lorenzo Insigne con Luciano Spalletti e il trasferimento al Toronto FC

Anche con Spalletti arriva in doppia cifra e si qualifica alla prossima edizione della Champions League. Edizione che, però, non giocherà, visto che l’8 gennaio 2022 firma un contratto con il Toronto FC che ha validità a partire dal primo luglio dello stesso anno. Insigne e Napoli si diranno addio a giugno dopo tantissimi anni.

Il Napoli in questa stagione torna a lottare per il titolo contro le milanesi ma si perde nelle partite decisive, e soprattutto in quelle casalinghe: le sconfitte in casa contro l’Empoli (contro il quale perderà anche al ritorno in un clamoroso 3-2 dopo essere passata in vantaggio per 2-0), contro lo Spezia, il Milan, la Fiorentina, e il pari al 92esimo contro la Roma in casa, scottano e non poco sulla classifica finale. Insigne in questa stagione segna per lo più dal dischetto (anche se saranno ben 4 i rigori falliti).

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Lorenzo Insigne in Nazionale

La trafila di Lorenzo Insigne in Nazionale comincia con l’Under 20: qui totalizza 5 presenze e segna anche un goal. Con l’Under 21 gioca il campionato europeo del 2013. Durante la competizione si infortuna, anche se, comunque, riesce a recuperare per semifinale e finale. In entrambe le partite fornisce un assist a Borini. 

È Prandelli a farlo esordire in Nazionale maggiore a 21 anni, l’11 settembre. Il 14 agosto 2013 segna una bellissima rete all’Argentina. Partecipa anche al Mondiale del 2014, in cui, però, fa una sola presenza, subentrando contro il Costa Rica. 

Gioca anche l’Europeo 2016 senza, però, incidere più di tanto, a parte segnare uno dei rigori contro la Germania. Sotto la gestione Ventura, invece, Insigne è, suo malgrado, protagonista di una scena divenuta virale in cui De Rossi, invitato a entrare contro la Svezia nella gara che sancisce la mancata qualificazione degli azzurri, in maniera colorita sostiene che sarebbe dovuto entrare Insigne. 

Con Roberto Mancini, Insigne diviene protagonista con la Nazionale Azzurra e il 4 giugno 2018 indossa perfino la fascia di capitano. L’apice della sua carriera in azzurro è Euro 2020/21Segna all’esordio contro la Turchia e anche ai quarti contro il Belgio con uno dei suoi tiraggiro. Diviene campione d’Europa con l’Italia ma, poi, arriva solo terzo nella Nations League e manca la qualificazione ai Mondiali in Qatar dopo la sconfitta contro la Macedonia del Nord.

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