Omar Sivori: biografia di colui che scelse il Napoli dopo la Juventus nel post di Diretta-Napoli

Bentrovati nell’angolo dedicato ai numeri 1 in maglia azzurra di Diretta-Napoli. Nel post odierno vi parleremo di uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi, Omar Sivori, che in Italia ha vestito la maglia di Juventus e Napoli, dando lustro al calcio argentino, e per un periodo anche alla nazionale italiana, con la quale prese parte ai mondiali, poco fortunati, in Cile nel 1962. In questo post a cura di Diretta-Napoli vi parleremo del funambolico genio del calcio italo-argentino, che diede vita in quegli anni al fenomeno degli oriundi, calciatori stranieri che giocavano con la nazionale per via delle loro origini italiane.

Omar Sivori: genio e sregolatezza

Enrique Omar Sivori, detto “El Cabezòn”, nasce il 2 ottobre del 1935 a San Nicolas de los Arroyos, in provincia di Buenos Aires ed ivi muore il 17 febbraio 2005. Le origini della famiglia sono italiane: infatti il nonno paterno di Sivori, Giulio, era un immigrato di Cavi di Lavagna, frazione del comune ligure di Lavagna, mentre la mamma Carolina era di origini abruzzesi.

Origini italiane per colui che è considerato tra i giocatori più forti di sempre, con un carattere sudamericano che per il calciatore argentino ha significato il ritiro a soli 33 anni dopo un movimentato Napoli-Juventus del 1968.

Bellissima la citazione di Gianni Agnelli, che così definì Sivori:

«Sívori è più di un fuoriclasse. Per chi ama il calcio è un vizio.»

Sivori-River Plate

Sin da giovane, fa parte del River Plate, dove nelle tre stagioni, Sivori mette a segno 29 marcature in 62 incontri.

Sivori vince il titolo nazionale con il River nel 1955 e la Copa Rio de la Plata.

La stagione seguente, Sivori ed il River Plate bissano il successo.

E’ proprio ai tempi dei River il suo soprannome El Cabezón per via della sua folta capigliatura sul suo corpo gracile.

Nel 1957 è ceduto giovanissimo alla Juventus (ultimo gol in Argentina contro il Rosario Central), che vede in lui il fenomeno in grado di vincere tutto.

sivori-river plate

Sivori-Juventus

Ingaggiato dalla Juventus per 190 milioni di lire, dove vi milita per ben otto stagioni (dal 1957 al 1965), Sivori sigla 135 reti in 215 match di campionato, oltre ai 23 in Coppa Italia e ai 12 in Europa. Con il gallese Charles e Boniperti, va a formare un tridente micidiale. Con la Juventus, Sivori conquista ben tre campionati (1957/58, 1959/60 e 1960/61) e tre coppe nazionali. Nel 1961, Sivori viene premiato col Pallone d’oro, come migliore europeo, e da juventino, prende parte ai mondiali poco fortunati con l’Italia in Cile. Inoltre nel 1960 vince il titolo di capocannoniere.

Una delle partite più belle in Italia giocate da Sivori è proprio contro il Napoli, dove mette a segno una tripletta. E proprio nel 1965 decide di trasferirsi alla squadra azzurra insieme ad Altafini e Zoff, dando vita ad una squadra azzurra fortissima!

Sivori-Napoli

Nel 1965, l’allora allenatore Pesaola lo convince a trasferirsi all’ombra del Vesuvio, dove vi rimane per più di tre stagioni.

Nella prima stagione (1965/66), per Sivori è la migliore con la maglia azzurra, mettendo a segno anche 7 reti con il Napoli che arriva terzo con 45 punti, alle spalle di Bologna e con l’Inter campione d’Italia. Questa stagione è una delle migliori in quegli anni per gli azzurri, con il Napoli che compie l’impresa di pareggiare a Milano con l’Internazionale (0-0 il 16 gennaio 1966) e di vincere al ritorno in casa (3-1 il 22 maggio del 1966). Il 27 febbraio 1966, il Napoli batte il Milan 1-0 con la rete di Sivori che sigla un doppietta nella trasferta di Cagliari (0-2) del 8 maggio 1966.

In quella stagione il Napoli vince la Coppa delle Alpi.

Cané_Altafini_Sivori_1965

Nella stagione seguente, ovvero quella del 1966/67, Sivori sigla solo due reti, il Napoli giunge quarto dietro la Juventus campione d’Italia. Per Sivori comincia purtroppo la parabola discendente, che lo porterà al ritiro dai campi nell’anno successivo. Il calciatore è sempre stato un tipo nervoso in campo, ma il suo carattere lo porta a cacciarsi in situazioni imbarazzanti.

Il campionato 1967/68, è l’anno dello storico secondo posto alle spalle (-9) del Milan campione. Gli azzurri bloccano i campioni d’Italia tra le mura amiche l’8 ottobre del 1967 (1-1), pareggiano con la Juventus a Torino (1-1 il 9 dicembre 1967), di misura sull’Internazionale (2-1 il 7 gennaio del 1968), per poi replicare a Milan sempre con l’Internazionale il 5 maggio 1968. Per Sivori solo 7 gare disputate. Ma la salute del calciatore non è buona, visto che soffre di un infortunio al ginocchio, rimediato nella tournée azzurra in Colombia del 1967. 

Ma Sivori non vedrà più i campi da gioco dopo pochi mesi: nella stagione 1968-69, dopo una mega-rissa scoppiata in un Napoli-Juventus del 1º dicembre 1968 (culminato con un’espulsione per fallo su Favalli e successivi sei turni di squalifica per un pugno al difensore bianconero Salvadore), lo convincono definitivamente a concludere la propria carriera da calciatore a soli 33 anni.

Sivori in Nazionale

Argentina

Con la sua Argentina, Sivori sigla 9 reti in 19 match ed insieme a Corbatta, Maschio, Angelillo e Cruz, formò “gli angeli dalla faccia sporca” dell’Albiceleste, forse una delle più forti di sempre della nazionale sudamericana.

Italia

In quanto oriundo, Sivori partecipa al campionato del mondo in Cile del 1962, con i colori azzurri dell’Italia, con la quale sigla 8 reti in 9 partite, di cui 4 nella stessa gara contro Israele.

Sivori come allenatore

Allenatore di club

Sivori, nel 1969, debutta in panchina col Rosario Central. Nel 1972, si sedette all’Estudiantes e nel 1979 al Racing Club.

Nazionale argentina

Nel 1972, Sivori è nominato c.t. dell’Argentina con il compito di portare l’Albiceleste alla qualificazione dei mondiali del 1974 in Germania Ovest e vi riesce ai danni di Paraguay e Bolivia.

Con l’Argentina, Sivori vanta 9 successi, 4 pareggi e tre sconfitte in 16 panchine.

Dopo il ritiro e la morte nel 2005

Dopo il ritiro Sivori, ormai tornato in Argentina, si dedica alla sua carriera del tutto inedita: infatti diviene opinionista e partecipa un pò come tutti i calciatori quando si ritirano dai campi, al ruolo di commentatore per la TV.

Sposato con Maria Elena Casas, dalla quale ha tre figli, che sono Néstor, Miriam e Humberto, quest’ultimo scomparso di cancro nel giugno 1978.

Omar Sivori muore nel 2005 all’età di 69 anni per un tumore al pancreas e oggi riposa al cimitero privato Celestial, nel quartiere San Nicolás, a Buenos Aires.

Vogliamo lasciarvi con un video inedito quanto bellissimo: Sivori che gioca al calcetto con un altro re di Napoli, il più forte di tutti i tempi, che riesce dove Sivori ha fallito: portare lo scudetto al Napoli. Stiamo parlando ovviamente di Diego Armando Maradona!

Alla prossima con i numeri 1 di Diretta-Napoli, l’unico sito che vi parla dei campioni del Napoli più forti di tutti i tempi!

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