Rafa Benitez, bio dell’allenatore spagnolo nel post a cura di Diretta Napoli

Gli allenatori, così come i calciatori, rientrano a pieno titolo nell’essenza del calcio. Guide a cui affidare i propri sogni, le proprie ambizioni, le proprie aspettative. Certo, alla fine la differenza la fanno sempre gli uomini in pantaloncino e maglietta, ma la figura guida della panchina non è assolutamente trascurabile. Di tecnici vincenti ne è pieno il mondo del calcio. Rafa Benitez appartiene di diritto a questa nobile stirpe. Uno di quelli che si è costruito una reputazione di altissimo livello, guadagnandosi gloria, vittorie e trofei consequenziali di anno in anno.

In questo post a cura di Diretta-Napoli ripercorriamo le principali tappe della carriera di Rafa Benitez, con specifico riferimento anche alle sue stagioni napoletane, per il nostro consueto appuntamento con i Numeri 1. Bentornati sul nostro portale!

Rafa Benitez agli inizi

Rafael Benítez Maudes, detto Rafa nasce a Madrid il 16 aprile del 1960.

Benitez è un allenatore spagnolo di vecchio stampo. Introduce, di fatto, la concezione di allenatore/manager, vale a dire che non si limita ad allenare, ma costruisce e plasma le sue squadre in sede di mercato e allestimento.

Ma prima di essere un allenatore è stato un calciatore spagnolo. Infatti, vive la sua esperienza da calciatore, distribuita tra gli anni ’70 e ’80. Cresce nelle giovanili del Real Madrid ma non riesce mai a debuttare in prima squadra. Prosegue così con il Castilla, poi con il Parla (squadra di seconda divisione B spagnola), in seguito con il Linares. Ma dopo numerosi infortuni decide di appendere le scarpette al chiodo, per iniziare la sua carriera di allenatore.

Rafa Benitez comincia ad allenare così le giovanili del Real Madrid a partire dal 1986. In 7 anni di militanza riesce nell’impresa di vincere complessivamente ben 6 trofei, contribuendo a imbastire un biglietto da visita niente male per un giovane tecnico.

Una volta ottenuta ufficialmente l’abilitazione professionale, il primo incarico lo ricopre con un’altra squadra spagnola, il Real Valladolid. È la stagione 1995/96 e le premesse sono tutt’altro che buone. Tanto è vero che colleziona solo 2 vittorie nelle prime 23 giornate di campionato. Motivo per cui la società prende la decisione di esonerarlo. Lascia da ultimo in classifica la sua squadra.

Passa poi all’Osasuna in Serie B nella stagione successiva e anche qui le cose si mettono molto male. Solo 9 le partite disputate su questa panchina prima del secondo esonero consecutivo.

Non sembra tipicamente la carriera di un allenatore vincente, ma la svolta è dietro l’angolo. Nel momento in cui Benitez siede sulla panchina dell’Extremadura cambia la considerazione della critica nei suoi confronti. Il risultato è portare questa squadra di provincia nella massima serie, di per sé già un evento straordinario.

E poco importa se l’anno successivo il salto di categoria avviene all’inverso dopo aver perso i play-out nello scontro con il Rayo Vallecano. Dopo aver assunto per un breve periodo gli incarichi di osservatore e commentatore televisivo è il momento di una nuova e stimolante avventura, stavolta sulla panchina del Tenerife.

Ottiene una seconda promozione in Liga. La svolta di una carriera. Da questo momento in poi realmente cambia tutto e le prospettive diventano decisamente più allettanti. 

Rafa Benitez al Valencia

Nel 2001 il Valencia lo chiama al posto di un certo Hector Cuper, vecchia conoscenza dell’Inter.

Quella squadra girerà a memoria con un 4-2-3-1 molto offensivo, ma stando attenti anche agli equilibri. Gli interpreti sono di livello internazionale e ciò determina a fine campionato la conquista di una Liga dal sapore leggendario.

E’ il primo trofeo nella bacheca personale in una città che torna a vedere il primo posto dopo 31 anni di attesa. Ci prende gusto nel momento in cui porta di nuovo Valencia sul tetto di Spagna due stagioni dopo per il bis tanto inatteso quanto epico. Premiato allenatore dell’anno dalla Uefa nella stagione 2003/2004, con la ciliegina sulla torta del trionfo anche in Coppa Uefa. 

In tutto ciò fa il suo esordio in Champions League, dove dà filo da torcere all’Inter prima di essere eliminata nei quarti di finale. Va via da vincente, acquisito per mirare a palcoscenici ancora più ambiziosi. Uno su tutti: la Champions League.

Rafa Benitez al Liverpool

Rafa Benitez compie il salto di qualità vero e proprio al Liverpool. Il volo Oltremanica rafforza i grandi progetti in ballo grazie ad una società solida, tra le più influenti e predominanti nel panorama internazionale.

Con Xabi Alonso, Steven Gerrard e Jamie Carragher, i leader carismatici dello spogliatoio, si stabilisce subito un rapporto duraturo e proficuo. Incontra sulla sua strada, in una finale di Champions League concitata in quel di Istanbul, il Milan di Carlo Ancelotti.

Una partita al cardiopalma. 3-0 rossonero nel primo tempo, 3-3 nel secondo per poi trionfare ai rigori. Benitez entra subito nella leggenda dei Reds.

Nella seconda stagione inglese agguanta la anche Supercoppa europea ed 1 FA Cup.

La rivincita in finale di Champions contro i rossoneri qualche anno dopo non andrà allo stesso modo e stavolta Rafa deve accontentarsi del secondo posto. Il grande rimpianto resterà di non essere mai riuscito ad imporsi completamente in Premier League. Qui niente titolo.

Rafa Benitez all’Inter

Nel 2010 il tecnico spagnolo approda per la prima volta in Italia. L’Inter ripone grandissime speranze nel suo operato, prontamente disattese. Doveva proseguire il lavoro straordinario di José Mourinho dopo il triplete, ma non fu così.

Sono comunque 2 i titoli complessivamente garantiti ai nerazzurri in 6 mesi di permanenza: vale a dire Supercoppa italiana e Mondiale per club. Ma la squadra non lo ha mai accettato fino in fondo come allenatore e per questo il matrimonio è stato più turbolento di quanto si pensi.

Rafa Benitez al Chelsea

Senza troppi rimpianti, Rafael Benitez torna in Inghilterra, ma stavolta sulla panchina del Chelsea, peraltro campione d’Europa in carica. Un disastro la parte iniziale, aggiustata in maniera grandiosa dal terzo posto in Premier League e, soprattutto, dalla vittoria finale in Europa League. Con questa affermazione egli diventa uno dei quattro tecnici in grado di vincere questa competizione europea con due formazioni diverse.

 Ma saluta alla fine dell’anno e si accasa al Napoli, che nel frattempo aveva dato l’addio a Walter Mazzarri.

Rafa Benitez al Napoli

Nel maggio 2013, a sorpresa, il Napoli annuncia l’arrivo di Rafa Benitez. Un tecnico di caratura internazionale come da anni non si vedeva in casa azzurra. Nel frattempo saluta Cavani e la squadra viene rifondata attraverso una serie di acquisti molto blasonati: vengono acquistati infatti Higuain, Callejon, Pepe Reina e Albiol dal Real Madrid, oltre che Mertens dal PSV, per dare un’ossatura diversa alla squadra, fatta di calciatori più tecnici e di maggior carisma. Affiancato dal suo vice Fabio Pecchia, decide di cambiare modulo, passando dal 3-4-2-1 al 4-2-3-1, sacrificando il capitano Paolo Cannavaro.

La prima stagione vede il Napoli finire al terzo posto in campionato dietro Juventus e Roma. Gli azzurri giocano un bel calcio e inizialmente lottano anche per il titolo. Ma le due lì davanti vanno più veloci e così gli azzurri si accontentano della seconda Coppa Italia dell’era ADL, nel maggio 2014, battendo la Fiorentina per 3-1. 

Nella seconda stagione italiana acquista Koulibaly in difesa però non riesce a condurre la squadra in Champions, perdendo i preliminari contro l’Athletic Bilbao. Prestigioso è invece il successo ai danni della Juve in Supercoppa italiana, la prima del dopo Maradona. La squadra arriva vicinissima alla conquista della finale di Europa League (rimane comunque il miglior risultato europeo del Napoli dal 1989 ad oggi), dove si arrende al Dnipro in semifinale. Protagonista in negativo, insieme a Higuain, anche di quella sconfitta interna con la Lazio nell’ultima giornata di campionato che, di fatto, esclude gli azzurri ancora una volta dalla corsa Champions.

L’1 giugno del 2015 lascia ufficialmente il Napoli per tornare nella sua Spagna e, in particolare, nella sua città d’origine.

Rafa Benitez al Real Madrid

È la squadra più vincente di Spagna, il Real Madrid, a richiedere le sue prestazioni. Le cose non vanno per il verso giusto. Resta lì solo per mezza stagione, venendo esonerato nel gennaio 2016. Il bilancio legato a secondo posto, qualificazione ottavi di Champions ed eliminazione precoce in Copa del Rey è considerato negativo e non perdonabile.  

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Rafa Benitez al Newcastle

Nel marzo 2016 Benitez riceve la chiamata del Newcastle, in Inghilterra. Accetta, ma va incontro ad una dolorosa retrocessione. Confermato sulla panchina l’anno seguente, riporta la squadra in Premier e lì si consolida a suon di piazzamenti.

Rafa Benitez in Cina

Nel luglio 2019 compie un volo internazionale che lo indirizza verso la Cina, precisamente al Dalian Yifang. Contratto oneroso da 13,5 milioni di euro all’anno. Un’esperienza tutt’altro che esaltante sul piano dei risultati, conclusasi nel gennaio 2021.

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Benitez all’Everton

Succede che l’Everton ha bisogno di lui. L’avventura sull’altra sponda di Liverpool dura soltanto 6 mesi con un solo risultato positivo guadagnato in 13 partite. Il 16simo posto in classifica e zona retrocessione ad un passo spingono la società a meditare sulla sua posizione. Tanto è vero che non tarda ad arrivare l’esonero nel gennaio 2022.

Per Benitez un altro esonero, stavolta nuovamente in Spagna, al Celta Vigo: la stagione viene interrotta con la squadra al 17esimo posto in Liga.

Per Rafael Benitez sono in totale ben i 13 titoli complessivi a livello nazionale ed europeo nel suo palmarès, con 6 squadre diverse e 3 campionati distinti: basta questo per sintetizzarne lo spessore e la dimensione, oltre il mito.

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