Lazio-Napoli: le pagelle del Professore

Ospina: 4. Sarebbe stato ben diverso il voto, ma quell’inspiegabile, insano, autolesionistico gesto all’80’ suona come il dispetto dell’alunno indisciplinato che porta all’inevitabile nota disciplinare e alla sospensione. Non c’è limite al masochismo in questa stagione…

Hysaj: 6,5. Sfodera una delle migliori prestazioni della sua carriera all’ombra del Vesuvio e, siamo onesti, non è che ne abbia mostrate tante. L’albanese ha nuovamente gamba, spinge e difende con energici anticipi. Sarà l’aria di un probabile, quanto inaspettato rinnovo?

Manolas: 6,5. Da velocista vince ogni sprint contro mister 20 goal nel girone di andata e non è cosa da poco in questi giorni, svetta sulle palle aeree e fa gli straordinari coprendo gli errori di Di Lorenzo che va in difficoltà in un ruolo non suo. Stakanovista insomma.

Di Lorenzo: 5. Ribadisco, l’adattamento in un ruolo non suo gli costa tanta fatica e scarsa lucidità: quest’ultima gli manca nel tanto disperato, quanto goffo tentativo di respingere quella parabola maledetta di un pur bravo Immobile. A Gattuso non posso imputare nulla, ma davvero meglio adattare Giovanni lì che tenere Luperto fuori?

Mario Rui: 6,5. Uno di quelli che ci mette l’anima e suda la maglia spingendo a più non posso e provando talvolta la conclusione quando i terminali d’attacco, specie nella prima frazione appaiono spuntati. Nell’era del desaparecidos algerino è comunque manna dal cielo.

Allan: 6,5. Liberato da compiti di regia, non nelle sue vene e che suonavano di spreco, il brasiliano fa tanta legna a centrocampo, riesce ad inserirsi pericolosamente nelle trame offensive e fornisce suggerimenti ai compagni. Attendo solo continuità di prestazione, ma ne sono convinto in quanto sembra rientrato nella condizione atletica giusta.

Ruiz: 5. Non ci siamo proprio. In cabina di regia, seppur la tecnica non gli manchi, lo spagnolo è da brividi: forse non ha la velocità di pensiero del regista. La lentezza, la flemma infatti gli fanno perdere palloni pericolosissimi in zone del campo delicate. Ed allora aggiungo e ribadisco: che siano le sirene della madrepatria a distrarlo in tale maniera?

Zielinski: 6,5. E’ bene precisarlo, questi voti maturano nella ripresa, quando il Napoli diventa sicuro dei suoi mezzi, spinge e mette alle corde i biancocelesti. Da questa situazione trae giovamento il polacco che comincia a sfoggiare le sue mitiche progressioni facendo impazzire centrocampisti e difensori della Lazio. Sul più bello poi il legno numero 14 di un girone d’andata stregato.

Insigne: 6,5. Il frattese finalmente sfodera una prova discreta. Punta gli avversari, prova in maniera convinta dribbling, tira con maggior precisione, ma trova un super Strakosha sulla sua strada. La stagione, almeno il girone di andata, va così.

Callejon: 5,5. Non è annata per gli spagnoli. Josè si limita fiaccamente al compitino e ciò lo snatura. Che voglia mettere fine a questa lenta agonia?

Milik: 5,5. E’ vero, di palle gliene arrivano poche, ma, a parte qualche tentativo di velo per i compagni che si inseriscono o un paio di belle aperture, incide poco là davanti. Polveri spente per questo cannone.

Llorente: s.v.

Elmas: s.v.

Lozano: s.v.

Gattuso: 6. Nulla da imputargli: la squadra sembra ritrovare un minimo di gioco e la condizione atletica. Gli imputo, ma è un mio personalissimo appunto, il sacrificio di Di Lorenzo a fronte di un Luperto che, non sarà un campione, ma da centrale ha offerto nella passata gestione prove dignitose. Il calabrese va fatto lavorare tranquillamente. Arriveranno giorni migliori.

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