Milan-Napoli: le pagelle del professore matto degli azzurri

Ospina: 7. Decisivo in un intervento che salva il risultato: il colpo di Rebic, per quanto centrale, è arrivato improvviso. I riflessi del colombiano hanno reagito da campione.

Di Lorenzo: 6. Il terzino dimostra certamente qualità quando spinge, ma in copertura mette i brividi: la sua zona risulta spesso scoperta e troppe volte porta pericolosamente palla in zone pericolose talvolta perdendola.

Maksimovic: 6. Qualche brivido quando fa rimbalzare, pericolosamente, dei palloni che andrebbero solo accomodati verso Ospina, ma disputa la sua partita dignitosa.

Koulibaly: 7. Si rivede il leone del Senegal, il muro invalicabile che sempre vorremmo ammirare. Un incubo per il reparto avanzato rossonero: anticipa, blocca, costruisce e, a volte, bada al sodo.

Hysaj: 7. Chi legga, non si meravigli. L’albanese disputa una partita capolavoro. Suo il break a centrocampo che determina il contropiede vincente. E non si ferma qui la sua partita: tanta corsa, determinazione, e, incredibile a scriversi, qualità.

Demme: 6,5. Il calabrotedesco mette in campo tutto sè stesso. Polmoni innanzitutto a coprire praticamente tutto il campo, qualità nella costruzione e tanta determinazione. Personalmente, ho vissuto un incubo quando ho visto Bakayoko (3) subentrargli e tentare di buttare alle ortiche altri due punti fondamentali per la corsa al quarto posto. Per fortuna ieri è stata “Pasqua” per noi…

Zielinski: 7. Una meraviglia vedere giocare il polacco certe sere. Tanta qualità mista ad una generosità incredibile. L’assist a Politano solo la ciliegina sulla torta. Elmas (s.v.) lo sostituisce nel finale.

Ruiz: 6,5. Bella partita anche per lo spagnolo che, lo avrò già scritto in varie altre circostanze, con un centrocampo a tre, gioca un passo più avanti e con tranquillità serafica: ciò gli permette di fare calcio a suo modo e di renderlo lucido anche nella conclusione. Quella più pericolosa è perfetta a tal punto che Donnarumma si esalta nella parata.

Politano: 7,5. Una spina nel fianco nel settore sinistro della retroguardia milanista. Sempre sul pezzo in fase d’attacco, la fortuna lo assiste quando sporca quel tiro quel che basta a rendere vani gli oltre 190 cm in distensione di Donnarumma.

Insigne: 7. Torna ad essere padrone degli undici in campo. Vero e proprio direttore di un’orchestra che suona all’unisono compatta, non disdegna la fase difensiva e la mescola ad una offensiva fatta di calcio, e di una qualità sontuosa.

Mertens: 5,5. Ancora un pesce fuor d’acqua Dries: la condizione è davvero precaria, e lui può aiutare solo nei movimenti ad uscire dall’area che permettono gli inserimenti di centrocampisti ed esterni. Osimhen (6,5) lo sostituisce: il nigeriano dimostra tutti i progressi fisici, atletici e tecnici che sta facendo.

Gattuso: 6. Mette in campo la squadra migliore che abbia per affrontare il Milan, ma a 10 minuti dalla fine rischia di buttare il capolavoro nella spazzatura con l’ingresso di Bakayoko.

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