Milan-Napoli: le pagelle del professore matto degli azzurri

Ospina: 6,5. Una bella parata su Ibra e qualche bella uscita bastano per dare sicurezza ad un reparto che sarebbe rimaneggiato.

Malcuit: 6,5. Prestazione più che buona quella del francese che mette in apprensione i diretti avversari in fase offensiva e, con disciplina, torna a dare manforte in difesa.

Rrahmani: 7. Tanta sostanza, tante botte prese e qualcuna data annullando un certo Ibrahimovic quando era dalle sue parti.

Juan Jesus: 8. Non è più una piacevole sorpresa, ma una solida realtà. Doma Ibra prima, Giroud poi: li annulla. Con calma serafica prende poi palla ed imposta. Professionista serio, silenzioso e pragmatico.

Di Lorenzo: 6,5. Da terzino sinistro adattato, non fa rimpiangere Rui. Sempre attento, disciplinato, spinge con costanza ed aiuta i compagni in difesa.

Demme: 6. Ancora non al top il tedesco. Come al solito si danna, ma, la scarsa lucidità, ne rende irruenti certi interventi. Lascia spazio nella ripresa a Lobotka (6,5) che dimostra di essere più in forma: sa tenere palla senza timore o giocarla a due tocchi. Insomma dirige in maniera brillante le operazioni sulla mediana.

Anguissa: 6. Ancora lontano dalla forma migliore, ma comunque lotta su ogni pallone a centrocampo. Certo, mette i brividi la svirgolata che rischia di mettere Ibra a tu per tu con Ospina.

Zielinski: 7. Splendida la parabola del calcio d’angolo che porta al goal Elmas, poi tanta corsa e tante giocate con e senza palla a liberare spazi. Lo sostituisce Ounas (s.v.)

Elmas: 7,5. Sblocca e chiude l’importante match in 5 minuti, quelli che portano al calcio d’angolo. Il diamante brilla non solo per la marcatura, ma anche per i tanti palloni giocati sulla trequarti. Lo sostituisce nel finale Ghoulam (s.v.).

Lozano: 6,5. Potremmo prendercela con lui per la poca lucidità in fase di conclusione, ma oggi si è sacrificato enormemente tra le linee o nei ripiegamenti difensivi. Viene sostituito da Politano (6).

Petagna: 7. Una delle mosse a sorpresa e vincenti di Spalletti. Vince tanti duelli aerei, fa a sportellate là davanti, riesce a tenere alta la squadra anche se manca di lucidità in fase di conclusione. Lo sostituisce Mertens (s.v.)

Spalletti: 7. La prepara bene con un discorso fatto di sostanza e che non lascia spazio ad alibi possibilissimi dato il momento. La vince sul campo scegliendo, tra i pochi uomini rimasti integri o quasi, quelli giusti.

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