Napoli-Atalanta: pagelle del professore di Milano Partenopea

Ospina: voto 6,5. Il colombiano si fa di nuovo trovare pronto. Poteva fare qualcosa di meglio sulla deviazione di Zapata? Difficile da poterlo dire.

Hysaj: voto 5,5. Nella prima ora nessuno potrebbe togliergli la sufficienza. Per il resto, un sacco di errori, non ultimo la copertura leggera sulla fascia in occasione del goal di Zapata.

Chiriches: s.v.

Koulibaly: voto 6. Vive di rendita: nei primi 70 minuti è un muro contro il quale Zapata si scontra. In occasione del goal del colombiano invece si fa anticipare.

Malcuit: voto 5,5. Si dà da fare, ma molto confusionario e poco propositivo e reattivo quando gli altri crossano pericolosamente in area. Tocca, forse in maniera decisiva, sul goal vittoria dei bergamaschi.

Allan: voto 6. Grintoso, cerca di suonare la carica ai compagni non sempre con successo.

Ruiz: voto 5,5. Tenta di destreggiarsi in cabina di regia, ma appare spesso troppo lento e non osa mai il tiro.

Zielinski: voto 5. Sbaglia un altro clamoroso goal, e questo pesa sulla valutazione. Dopo una cinquantina di minuti, poi, soccombe alla maggior densità del centrocampo orobico.

Callejon: voto 5,5. Ormai appare logoro ed umanamente è comprensibile. Non ha sostituti, questo è il guaio…

Mertens: voto 6,5. Il belga appare il più in forma. Segna un goal bello e fortunoso allo stesso tempo, sbaglia altre cose non da lui.

Milik: voto 5,5. Ribadisco. Non è punta da grandi appuntamenti. Dopo quel goal sfiorato per qualche millimetro, non fa più granchè. Speriamo maturi definitivamente.

Luperto: voto 6. Non sbaglia assolutamente niente. Si mostra attento, dinamico ed essenziale, una bella scommessa per il futuro forse già vinta.

Younes: s.v.

Verdi: s.v.

Ancelotti: 5,5. Se là davanti sbagliano l’impossibile, tutta colpa sua non è, ma un tantino di responsabilità, almeno a livello mentale, gli va attribuita. Tutti sperano che sia davvero l’anno di transizione, l’anno degli esperimenti: quelli che ti dicano chi possa partecipare ad un eventuale progetto e chi no. E questo è quanto: grandi speranze.

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