Cookie Policy Napoli-Lazio: pagelle di Milano Partenopea - Diretta Napoli

Napoli-Lazio: pagelle del Professore

Ospina: 6. Non è chiamato a fare grossi interventi, ma, onestamente lo aiuta anche la fortuna sotto forma di legni o goal in fuorigioco o anche quella buccia di banana invisibile che butta a terra una papabile scarpa d’oro al momento del rigore…

Hysaj: 4. Due ingenuità che potrebbero costare caro le sue. I cartellini che il disastroso Massa gli sventola per due volte hanno il colore della faccia dell’albanese sicuramente mortificato dalla situazione.

Manolas: 6,5. Ad un certo punto, considerando l’inferiorità numerica, vedendo poi entrare Luperto e dovendo aiutare un Di Lorenzo in difficoltà in un ruolo non suo, avrebbe voluto essere altrove. Ma il panico sarà durato poco: il greco dà vita ad una buona prestazione fatta di tanta sostanza fisica. Praticamente Husain Bolt in un recupero palla di corsa su Immobile.

Di Lorenzo: 6. Da centrale va un po’ in difficoltà, ma, quando viene sguinzagliato sulla fascia di pertinenza, diventa imprendibile per i laziali, prepotente sulle iniziative in attacco.

Rui: 6,5. Gambe e cuore per il portoghese, uno dei pochi mai venuti meno. Decisivo nelle chiusure difensive, non lesina appoggi ad Insigne sul fronte avanzato sinistro. Se fosse entrato quel tiro a giro nell’ultima frazione di gioco, il San Paolo sarebbe venuto giù…

Demme: 7. Davvero si tratta dell’esordio dal primo minuto? Diego, nomen omen (?), sembra esserci nato in mezzo al campo con quella maglia addosso. Personalità da vendere, non si nasconde, anzi cerca il pallone, dettando geometrie in mezzo al campo con una naturalezza che fa rabbrividire. Che il tempo sia davvero galantuomo e mantenga ciò che ieri sera ha solennemente promesso.

Lobotka: 6. In poco più di venti minuti fa vedere cose interessanti: grinta e carattere innanzitutto, il piede non lo tira mai indietro. Rapidità di passaggio, massimo due tocchi e relativa velocità di pensiero. Peccato per il sacrificio che gli chiede, inesorabilmente, Gattuso.

Zielinski: 6,5. Sicuramente il polacco più attivo e dinamico in campo. Senza tanti compiti di interdizione, riesce a proporre le sue mitiche progressioni e a proporre gioco per gli avanti.

Callejon: 5,5. Appare ancora troppo svogliato, superficiale, tanto che la differenza, in positivo però, quando sulla catena di destra giocano Di Lorenzo ed Elmas si nota. Insomma, Calleti non esiste più, è altrove: rassegniamoci…

Insigne: 7,5. Aveva fatto una promessa al piangente bambino Mario ed ha cominciato a mantenerla. Finalmente, da capitano, prende la squadra in mano, si inventa quella serpentina ed il relativo goal e si sacrifica fino a fare il terzino quando la squadra soffre la pressione laziale. Al 75’, stremato, esce tra applausi meritatissimi.

Milik: 5. Avrà anche avuto pochi palloni giocabili, ma il polacco di punta appare più che spuntato. Lento e fiacco nel pressing, lotta su pochi palloni e pochi ne conquista corpo a corpo. Ovviamente attendiamo il migliore Arek: questo non è neanche la copia sbiadita.

Luperto: 5,5. Entra in un momento topico, ma i suoi limiti tecnici appaiono evidenti. Palloni svirgolati e passaggi azzardati contribuiscono a tenere accelerati i battiti dei tifosi.

Elmas: 6. Sostituisce lo spento Callejon ed accende la fascia sinistra tentando il dribbling o il passaggio filtrante per qualche compagno.

Ruiz: s.v.

Gattuso: 6. Magari solo una mia quisquilia, ma non capisco la gestione di Meret: non vorrei il friulano si bruciasse nel suo ruolo in questa squadra e perdesse la chance in nazionale. Al di là di questo, il calabrese, in un momento difficile mette in campo una formazione brillante ed affamata almeno nei primi 45 minuti di gioco. Le forze sembrano venir meno nella ripresa, a causa anche di una Lazio più arrembante, ma saranno i nuovi carichi di lavoro cui Ringhio sta sottoponendo la truppa.

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