Il pagellone del Napoli su Diretta Napoli

a cura di ANGELO ANIELLO DE VITA

Quando Francesco Corvino mi ha chiesto di stilare una pagella globale sulla stagione appena conclusa, un po’ di “paura” l’ho avuta onestamente. Giudicare un anno comunque ricco di emozioni legate a circostanze anche esterne al prato verde non è cosa semplice. Il Napoli partiva con lo spumeggiante gioco di Sarri ancora negli occhi e nel cuore. Tanti dubbi, al di là del curriculum, destava il nuovo corso Ancelotti. E poi l’arrivo di CR7 ai nemici sportivi complicava ancor più le cose. Eppure un girone Champions così, contro squadre blasonate tra cui il Liverpool finalista pochi se lo sarebbero aspettato: si è usciti fuori per quella maledetta differenza reti che spesso ci condanna. In Coppa Italia il Milan di un Pjatek che di lì a poco si sarebbe eclissato ci ha eliminato ai quarti ed in campionato il campionato è finito troppo presto, ma, con la Juve di cui sopra e con un Ancelotti all’inizio del ciclo, forse di più, almeno in campionato, non si poteva pretendere. Globalmente a questa stagione do un 7: voto non altissimo, ma comunque di incoraggiamento per la stagione prossima a venire.

Veniamo ai calciatori

C’erano dubbi su Karnezis, ma il greco si è fatto sempre trovar pronto: mai una polemica da parte sua anche quando ha fatto tanta panchina: 6,5

Ospina ha dimostrato la sua caratura internazionale, ha dovuto fare gli straordinari in attesa del rientro di Meret ed ha lavorato bene: 7.

Eccoci a Meret. Il friulano destava perplessità per la fragilità fisica. Ripresosi, ha dimostrato di essere un vero fenomeno tra i pali. 7,5

Hysaj sulla destra sicuramente non è stato quello visto con Sarri. Sicuramente il gioco di Ancelotti un po’ lo penalizza e si parla insistentemente del suo addio: 5,5

Malcuit: laterale più spregiudicato del primo, spesso prende iniziative, salta l’avversario e crossa. Talento ancora un po’ acerbo, ma di affidamento, per ora, come rincalzo: 6.

Albiol: quanto c’è mancato nell’ultimo scorcio dell’anno…Sempre calmo, ordinato ed unico capace di impostare da dietro nello scacchiere azzurro. 7

Koulibaly: semplicemente monumentale, un muro per qualsiasi attaccante, e non solo in Italia…8

Maksimovic: Ancelotti è stato capace di rianimare il serbo spesso lasciato in panchina nella precedente gestione. Lui ha risposto con prestazioni convincenti, anche se una sbavatura qua e là non è mancata. 6,5

Luperto: Ancelotti non ha avuto timori nell’utilizzare questo buon prodotto del vivaio. Lui, dal canto suo, ha risposto sempre convintamente presente ed i margini di miglioramento ci sono. 6,5

Ghoulam: l’algerino ha dovuto smaltire un calvario non da poco e, solo verso il finale di stagione, si sono visti dei miglioramenti. 6

Mario Rui: da supplente dell’algerino, il portoghese è stato altalenante. Ha alternato prestazioni sopra la norma, con alcune decisamente pessime. Tuttavia il 6 lo merita a mio avviso.

Allan: le voci provenienti da Parigi, dopo l’eliminazione Champions, lo hanno turbato ed in campo si è visto. Globalmente, tuttavia, le prestazioni superbe sono quelle che ricordiamo di più. 7

Fabian: a parte alcune partite verso il finale nelle quali il talento spagnolo è parso stanco, tanti appaiono i margini di crescita. E’ bene farlo crescere con tranquillità. 6,5

Zielinski: se avesse la continuità dalla sua, sarebbe un portento. E’ giovane e può acquisirla: ce lo auguriamo. 6,5

Callejon: semplicemente onnipresente. Qualche defezione, dovuta alla normale stanchezza, gliela perdono di buon grado. 7

Verdi: forse la vera delusione. Gioca sicuramente in un ruolo non suo, ma sembra aver lasciato il talento a Bologna. 5

Ounas: ha avuto poco spazio, forse perché anarchico ed innamorato del pallone. Chissà se un prestito non gli farebbe bene…5,5

Insigne: difficile non farsi influenzare dalle ultime schermaglie secondo me alimentate da Raiola. Pesa sulle sue spalle la napoletanità, ma deve assolutamente abituarsi, anche alle critiche ingenerose del pubblico. 6

Mertens: in molti frangenti il belga è stato l’anima di questa squadra. Ha saputo soffrire la mancanza dei goal all’inizio, ma l’impegno non è mai mancato. 6,5

Milik: tanti goal anche quest’anno e tanto sacrificio. Ritengo abbia fatto il suo. 6,5

Ancelotti: all’inizio dell’articolo ho parlato della situazione particolare che si è trovata di fronte il tecnico emiliano. Dalla sua l’intelligenza di non buttare a mare lo straordinario lavoro di Sarri. Poi, ovviamente, l’imprinting ancelottiano, con qualche logico passaggio a vuoto, si è visto. Scocca adesso l’ora della verità, l’anno degli esami: sono convinto non deluderà. 6,5

Non cito Diawara, penso non sia giudicabile, auguro a Gaetano di trovare il giusto spazio nel futuro prossimo.

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