Sassuolo-Napoli: pagelle del Professore matto degli azzurri

 

Ospina: 6. Sui goal non può pressoché nulla. Il resto è normale amministrazione.

Di Lorenzo: 6,5. Solita prestazione di grinta, cuore e corsa. Unica pecca: a volte deve tentare la conclusione.

Rrahmani: 6,5. Iniziamo dal caso della serata: in occasione della punizione dalla quale scaturisce il pari subisce un fallo chiarissimo. Per il resto l’albanese disputa una buona partita.

Koulibaly: 7. Contiamo tutti sulla lieve gravità dell’infortunio muscolare del senegalese. Senza questo faro nella difesa sarà dura: ieri sera altra prestazione sublime. Lo sostituisce Juan Jesus (6).

Lobotka: 7. Crescita esponenziale dello slovacco, vero e proprio motore del vertice basso di centrocampo. Soffre un po’ quando il forcing neroverde si fa pesante, ma è uno dei pochi che resiste.

Fabian: 8. Altro grave stop per gli azzurri. Fabian illumina la scena e la apre con uno dei suoi goal. Poi tante geometrie e tanta lotta a conquistare palla. Lo sostituisce Politano (5) in visibile ritardo di condizione dopo il covid.

Zielinski: 7. Il polacco si sta riprendendo la trequarti. Sì rivedono tecnica e progressioni. Peccato il primo tiro sbagliato nella prima frazione: era una bella occasione.

Insigne: 6,5. Il capitano riesce a giocare metà match. Peccato perché è sembrato in palla ed ha tenuto spesso in ambasce la retroguardia emiliana. Gli subentra Elmas (6,5) che, con la sua vivacità, riesce a dare la verve giusta per sbloccarla.

Mertens: 7,5. Il belga dà spettacolo per una sessantina di minuti. Sempre nel vivo nel settore d’attacco, segna il goal dato per decisivo troppo in fretta. Petagna (5,5) lo sostituisce senza riuscire a dare un contributo sostanziale.

Lozano (6,5): anche il messicano sembra in crescita. Tanti dribbling riusciti, tanti cross in area e superiorità garantita: forse un po’ frettoloso il cambio con Demme (5) evidentemente non in condizione.

Spalletti: 5,5. Al netto di infortuni, arbitro e pensiero all’Atalanta, un po’ precipitoso qualche cambio e un piccolo peccato di arroganza quello di pensare che la partita sia chiusa dopo 60 minuti.

Un’impresa, ma da compiere, quella che attende i suoi Sabato e lui potrà guardarli da lontano…

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